Regolamento sulle vendite online

Regolamento sulle vendite online

La legge italiana ha recepito le norme europee in merito al commercio online (eCommerce). Il 14 giugno 2014 sono entrate in vigore le nuove regole a tutela dei diritti dei consumatori che acquistano prodotti e servizi online.

 

L'oggetto della direttiva dice testualmente:
"La presente direttiva, tramite il conseguimento di un livello elevato di tutela dei consumatori, intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante l'armonizzazione di taluni aspetti delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di contratti conclusi tra consumatori e professionisti".

 

Ad AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) vengono attribuiti gli stessi poteri istruttori e sanzionatori già previsti per le pratiche commerciali scorrette. AGCM è quindi autorizzato a applicare sanzioni fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano la nuova normativa.

 

Le principali novità del decreto:

 

Identità del venditore esposta in modo chiaro:
  • Nome, denominazione o ragione sociale
  • domicilio e sede legale
  • contatto telefonico, fax ed email
  • numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA o registro imprese
  • eventuale ordine professionale e numero di iscrizione presso cui il prestatore è iscritto
  • titolo professionale e stato membro in cui è stato rilasciato
  • numero di partita iva
Mai più costi occulti
Il venditore è tenuto a specificare in modo inequivocabile nei pulsanti e nei link necessari a fare l'ordine che, con quel click, il consumatore è tenuto a versare una certa cifra.
In caso di mancata specifica il consumatore non è vincolato al contratto o all'ordine e, dunque, non è obbligato a pagare.
Tutti quei prodotti o servizi pubblicizzati come gratuiti che nascondono invece voci di costo occulte non potranno più esistere perchè il consumatore deve confermare esplicitamente di aver compreso che l'offerta è a pagamento.
Trasparenza nei prezzi
I venditori hanno l'obbligo di indicare il costo totale del prodotto o del servizio offerto, comprensivo di qualsiasi extra. I consumatori non dovranno pagare nessun costo extra che non sia stato espressamente dichiarato prima della conferma dell'ordine.
Diritto di recesso
Nelle vendite attraverso il commercio elettronico, il tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso passano da 10 a 14 giorni dal momento dell'arrivo del prodotto al consumatore, non dal momento dell'acquisto.
Se il venditore non viene adeguatamente informato della possibilità del diritto di recesso, il tempo a disposizione diventa 12 mesi e 14 giorni.
In caso di violazione degli obblighi informativi il consumatore non deve sostenere neppure il costo diretto di restituzione dei beni.
Rimborsi più veloci
In caso di recesso i costi di spedizione sono a carico del venditore mentre il consumatore si farà carico dei costi di restituzione.
Il consumatore deve essere informato dell'esistenza dei costi di restituzione conseguenti all'esercizio del diritto di recesso indicando la spesa massima da sostenere. Nel caso di mancata informazione, le spese di restituzione saranno a carico del venditore.
Il rimborso di quanto pagato dovrà avvenire entro 14 giorni e con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per l'acquisto.
Normativa non applicata in caso di:
  • corrispettivo non superiore ai 200 euro;
  • contratto di credito al consumo
  • contratto di servizi finanziari
  • multiproprietà
  • contratti tutistici

 

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