Le liste per e-mail marketing acquistate, sono un’opportunità?

Le liste per e-mail marketing acquistate, sono un’opportunità?

Un paio di giorni fa ho ricevuto sul mio account di posta aziendale e su altri account di posta, sempre aziendali, una e-mail pubblicitaria di un e-commerce di prodotti professionali. Il settore di utilizzo è molto specifico e difficilmente potrebbe interessare privati o aziende che non si occupano di manutenzione e pulizia. Non sono quindi prodotti che per la facilità e la frequenza di utilizzo nella vita quotidiana possono far rientrare quella e-mail pubblicitaria in una logica di “sparo nel mucchio”.

Ad esempio: se vendo prodotti professionali per la pulizia e la cura della persona è molto probabile che facendo un invio massiccio di e-mail ad una lista di utenti non in target avrò comunque delle conversioni anche se le marche sono meno conosciute presso il grande pubblico ed i formati venduti sono più grandi rispetto ai flaconi dei supermercati. Questo perché anche se invio ad account aziendali a leggere le e-mail sono persone che di fronte a questo messaggio diventano acquirenti privati. Poi il bisogno di pulizia che soddisfano i prodotti del mio e-commerce sono universalmente sentiti dai riceventi, indipendentemente dal fatto che siano privati e non professionisti del settore. Detto questo, non sto consiglio ad aziende che si rispecchiano in questo esempio di effettuare e-mail marketing con una logica di invio massiccio non targettizzato.


Tornando alla e-mail pubblicitaria che ho ricevuto, l’invio è stato fatto dall’agenzia web che ha anche realizzato il sito e-commerce e conteneva link con parametri che consentono il tracciamento dei click.

È escluso che io mi sia iscritta al sito e-commerce pubblicizzato e all’altra agenzia web, per mancanza di interesse verso entrambe le aziende.

Con tutta probabilità quindi l’agenzia web ha utilizzato uno dei molti strumenti che estrapolano indirizzi email dal web e che l’azienda abbia pagato l’invio dell’email, senza acquistare i nominativi, in base al numero di indirizzi presenti nella lista (ipotesi peggiore) o in base ai click verso il sito web ottenuti (ipotesi migliore).

I problemi di queste liste per l'email marketing, sia se si acquistano che se si noleggiano, è che non se ne conosce la qualità, se corrispondano al target eventualmente dichiarato, se sono aggiornate, come sono stati raccolti i dati.

Come in questo caso, potremmo finire a fare un invio massiccio a utenti non in target sprecando solo tempo e budget. Ma se l’utente non ha acconsentito a riceve e-mail pubblicitarie potrebbe anche segnalarci come spammer ed il nostro IP potrebbe finire nelle black list impedendoci anche il normale scambio di posta elettronica e nessuna azienda può permettersi una cosa del genere. Potremmo anche incappare nelle Spam Traps, indirizzi e-mail attivati da gestori di posta proprio con lo scopo di individuare chi invia e-mail a liste non pulite e non raccolte previo consenso dell’utente, anche in questo caso finiremmo nelle liste di spammer.

Se avete acquistato o noleggiato liste per l’email marketing i consigli sono:

  • verificate attentamente i risultati ottenuti, in particolar modo: tasso di apertura, tasso di clic, tasso di conversione sul sito web, n. di e-mail che non è stato possibile recapitare e valutate se riallocare il budget in altre iniziative;
  • non fate l’invio con la vostra posta, ma utilizzate uno strumento a parte come Mailchimp (strumenti come questo possono rilevare se la lista è a rischio impedendovi proprio di effettuare l’invio, e se riuscite a fare l’invio nel peggiore dei casi avrete l’account bloccato ma nessun problema per la gestione della vostra casella aziendale);
  • iniziate una strategia autonoma di raccolta nominativi.

Se non avete acquistato liste per l’email marketing i consigli sono:

  • non acquistatele;
  • iniziate una vostra strategia di raccolta di indirizzi e-mail.

Meritano un discorso a parte invece le liste raccolte dagli enti organizzatori di eventi e manifestazioni. Di solito sono costruite con i dati di chi ha partecipato o dimostrato interesse negli anni passati e si possono noleggiare per comunicare la propria partecipazione alla nuova edizione dell’evento o di messaggi analoghi.

Queste liste per l'email marketing di solito sono ben costruite ed in target e non si rischia di incorrere in problemi legati allo spam in quanto l’invio viene fatto da chi offre la lista. Sono però solitamente molto costose per questo è bene verificate attentamente i risultati ottenuti e i dati: tasso di apertura, tasso di clic, tasso di conversione sul sito web.

Qual è il miglior modo per rendere visibile un sit...
Gioco d'azzardo nei dati e-Commerce?

Forse potrebbero interessarti anche questi articoli

Ricerca

Iscriviti al blog

Ultimi articoli

Non stiamo parlando di un ponte fisico, ma della Joomla! World Conference che si terrà a Roma a Novembre.

Vi racconto l'evento su SEO (search engine optimization) e i principali CMS per la gestione dei contenuti dei siti web.

Venerdì 5 maggio è ufficialmente partito il nuovo Capitolo BNI Gheppio, un team di imprenditori e professionisti.

Il 29 Aprile ho superato l'esame per ottenere la certificazione di Google riguardante i siti web per dispositivi mobili.

Facebook