Post "commissionati" e penalizzazioni

Post "commissionati" e penalizzazioni

Un post pubblicato 11/3/16 da Google nel Webmaster blog ci ricorda una volta di più perché puntare sui contenuti di qualità in una qualsiasi strategia SEO di lungo termine per l’acquisizione e il mantenimento di un buon posizionamento organico nei motori di ricerca.

Precisazione per chi non conosce bene la materia: uno dei fattori di posizionamento di un sito web è sicuramente il numero e la qualità dei backlink. I backlink sono link presenti su un sito web che rimandano ad un altro sito web. Vengono visti come citazioni a favore di un contenuto.

Cosa dice il post di Google?

Il post è rivolto ai blogger, ma dice molto anche alle aziende a mio parere. Essenzialmente ricorda che un backlink verso un’azienda (cioè verso il suo sito web, app, profilo social, …) all’interno di un articolo di blog nato da un prodotto che è stato regalato ed inviato gratuitamente dall’azienda all’autore del post deve essere codificato come “nofollow”.

Traducendo per chi non mastica SEO non conta come citazione e quindi come attestazione di apprezzamento per il contenuto di destinazione, cioè non porta diretti benefici al posizionamento del sito web aziendale.

In più deve essere fatto palese all’utente che legge il post che l’articolo è stato realizzato dall’autore dopo aver ricevuto il prodotto gratuitamente. Google suggerisce di inserire questa dichiarazione all’inizio del post perché non tutti leggono gli articoli fino alla fine.

Cosa significa per l’azienda?

Un metodo molto diffuso per ottenere backlink da parte delle aziende è proprio quello di individuare blog tematici ed inviare prodotti gratuiti in cambio di una recensione e link verso il proprio sito web in modo da rafforzare la propria presenza nel web. Google in questo articolo ricorda che disincentiva questo tipo di pratica perché ritiene che l’omaggio sia una sorta di pagamento ed i link a pagamento possono costituire un motivo di penalizzazione sia per il sito web di chi fornisce il link che per il sito web del ricevente.

Tanto è vero che nello stesso articolo Google avverte le aziende che fanno questo tipo di azione di ricordare ai blogger di inserire il link come “nofollow”.

Un’azienda che intende iniziare o continuare queste azioni di marketing per gli altri benefici di awareness e conversione (comunque, se scelti con cura i blog, gli articoli “commissionati” possono raggiungere un numero molto interessante di potenziali clienti in target e gli autori con le loro opinioni possono convincere e smuovere i loro lettori all’azione) si dovrà preoccupare di non ricevere molti link da blog riconosciuti come fornitori di articoli “commissionati” e soprattutto che abbiano la codifica “nofollow” per non incorrere in penalizzazioni.

A questo punto ritorniamo all’affermazione iniziale: per conquistarsi un posizionamento organico, non potendo contare su backlink di questo genere, l’azienda deve puntare su propri contenuti forti, cioè originali e utili, che abbiano motivo di scalare i risultati dei motori di ricerca perché rispondono alle esigenze di chi naviga e che chi li trova utili sia così motivato a condividerli o a citarli nei propri blog e post fornendo backlink considerati naturali e apprezzabili da Google.

Articolo orginale Webmaster blog: Best practices for bloggers reviewing



Forse potrebbero interessarti anche questi articoli

Ricerca

Iscriviti al blog

Ultimi articoli

Non stiamo parlando di un ponte fisico, ma della Joomla! World Conference che si terrà a Roma a Novembre.

Vi racconto l'evento su SEO (search engine optimization) e i principali CMS per la gestione dei contenuti dei siti web.

Venerdì 5 maggio è ufficialmente partito il nuovo Capitolo BNI Gheppio, un team di imprenditori e professionisti.

Il 29 Aprile ho superato l'esame per ottenere la certificazione di Google riguardante i siti web per dispositivi mobili.

Facebook